Europei 2012: non è detto che debba andare male

Cesare PrandelliUna cosa a me sembrava evidente da molto prima della figuraccia di ieri contro la Russia: questa è probabilmente la peggiore selezione azzurra che sia mai capitata sotto i miei occhi. Tolti alcuni dei reduci del mondiale di sei anni fa e qualche nuovo innesto, la rosa è composta in gran parte da giocatori di metà classifica o da onesti gregari che nelle migliori nazionali degli anni passati avrebbero appena giocato qualche amichevole, mentre oggi sono punti fermi o prime scelte in panchina.

Tra l’altro, questa scarsità di “risorse umane” va a coincidere con la crisi che la Serie A attraversa ormai da qualche anno, e, a vedere gli ultimi decenni, questo contemporaneo calo di competitività calcistica sembra una novità assoluta. Già in passato i club italiani hanno attraversato periodi di appannamento nelle coppe europee mentre altri paesi brillavano (prendete i dieci anni dal ‘74 all’83: delle venti finaliste di Coppa Campioni, quattordici furono anglo-tedesche, così come alcuni dei club vincitori degli altri trofei europei dell’epoca), eppure la nazionale fu in grado di mantenersi competitiva ad alti livelli: quarto posto ai mondiali del ‘78, quarto posto agli europei dell’80 (con finalina persa ai rigori), vittoria nel Mundial. Al contrario, nel mezzo degli anni ‘90, i club italiani facevano il bello e il cattivo tempo in Europa, mentre l’Italia, tolta la finale di Usa ‘94, collezionò brutte figure (non qualificata ad Euro ‘92, eliminata al primo turno ad Euro ‘96), pur essendo comunque complessivamente un selezione più competitiva di questa nazionale che invece, dal 2008, sta conoscendo, forse per la prima volta parallelamente al suo campionato di riferimento, un certo preoccupante declino.

Se la selezione del Lippi-bis poteva soffrire di discutibili scelte da parte del tecnico (l’esclusione di Antonio Cassano e Mario Balotelli, ad esempio, accompagnata dalla frase “Non vedo fenomeni rimasti a casa”), questa a me sembra oggettivamente la migliore selezione possibile, al di là del singolo nome di questo o quel giocatore che può comunque essere discusso.

Un’altra cosa che pensavo, e penso tuttora, è che c’è la necessità di cambiare modulo: che ci piaccia o no, questa è una selezione che fa del blocco Juve la sua forza, e, allora, passare al 3-5-2 (o 5-3-2, che è la stessa cosa) della squadra torinese potrebbe essere una buona idea: il blocco difensivo Buffon-Bonucci-Barzagli-Chiellini sarebbe identico, e forse metterebbe a suo agio l’elemento debole della catena, cioè quel Bonucci che con Antonio Conte s’è rilanciato dopo la bella stagione di Bari e il disastro della Juve 2010/11.

Anche a centrocampo, due uomini su tre sarebbero dei rodati bianconeri, cioè Pirlo e Marchisio: il terzo della linea sarebbe ovviamente De Rossi, che non ha le caratteristiche di Vidal, ma – permettetemi – è un giocatore molto più forte del cileno, anzi, uno dei pochi giocatori di alto livello rimasti in Italia, direi. Qualche metro più avanti Maggio supererebbe gli imbarazzi della difesa a quattro (eclatanti ieri a Zurigo).

L’attacco è stato il reparto più variabile della Juventus campione d’Italia, e anche in quel caso, con l’eccezione del deludente Matri, si trattava di un reparto leggerino e piuttosto tecnico.

L’esperienza di molti uomini con questo modulo renderebbe meno rilevante il fatto che in nazionale non sia stato mai applicato da Prandelli. In altre parole, con gli uomini a disposizione il c.t. dovrebbe puntare a creare quella struttura di squadra che tante vittorie di misura ha portato a casa nell’ultimo campionato, finendo per vincerlo. Pare che il c.t. ci stia pensando. A questo proposito, sarebbe bene che qualcuno gli ricordasse che fu proprio collezionando vittorie per 1-0 che la Spagna del possesso palla catalano divenne due anni fa campione del mondo.

E non finisce qui

Il carro di Lippi. Fonte Dagospia Viva Roberto Donadoni! Viva le pappine che prese contro l’Olanda, l’umiliazione inflitta alla Francia, il suo tentativo di rinnovare la nazionale e viva la sua eliminazione ai rigori contro i futuri vincitori del torneo. Oggi a qualcuno in federazione fischieranno le orecchie, perché quella spedizione era semplicemente composta dai migliori giocatori a disposizione (forse, escluso, il Pippo Inzaghi in grande forma della primavera 2008). Questa no. Questa è stata una nazionale costruita dalla forza dell’abitudine, dalla riconoscenza, dal desiderio di far gruppo e creare tranquillità ancor prima di giocare a calcio – un buon calcio.

La spedizione di oggi crea danni anche per il futuro: Quagliarella con il gran gol odierno ha guadagnato del credito, e salvo crolli futuri resterà nel giro per un po’, e questo è un disastro. Reti del genere Quagliarella le ha sempre fatte, ma alternate a sparizioni dal campo e a prestazioni che definire sconcertanti ed irritanti è poco. A sto punto meglio Cassano, che è anche capace di suggerire. E cosa dire di Gilardino? Il nuovo ct, visti i trascorsi nello stesso club, non lo lascerà certo fuori.

Non so più come insultarvi Che la preparazione atletica sia stata buona in vista di questo mondiale si è notato: la squadra ha finito tutte le partite in crescendo. Il problema è che il punto di partenza di queste prestazioni era tecnicamente bassissimo. Ora è necessario mettere o rimettere dentro definitivamente Balotelli, Rossi, Ranocchia, nonché i vari Borriello, Ambrosini, Cossu se si riconfermano ai livelli dell’ultima stagione. E’ bene sperare che Santon torni il ragazzino fenomenale dell’esordio in serie A, conservare Pirlo per un altro paio di anni (Montolivo è come Gilardino: ad alti livelli rende zero), piantare una difesa decennale Bonucci-Chiellini e spazzare via gli equivoci tattici (se Di Natale fa un sacco di gol, è inutile piazzarlo all’ala). Questi accorgimenti si potevano prendere anche in questo mondiale e – ne sono sicuro – sarebbe stata sicuramente un’altra storia almeno in questo girone.

Vergogna Lippi, forse sarebbe stato meglio che di mondiali ne avessimo avuti solo tre. Ora ne abbiamo quattro ma ci rideranno dietro per i prossimi dieci.

Forza Italia

2010 FIFA World Cup logo Visto che l’omonimo partito non c’è più, si può tornare a sostenere con parole più chiare e cuore più leggero la nostra squadra nazionale. E’ una squadra, però, che non ha stelle e, soprattutto, ha un allenatore che sembra confuso (anche se non è detto che lo sia). Lasciamo stare il discorso delle convocazioni (Camoranesi al posto di Cossu o Rossi grida vendetta, così come sono discutibili gli ostracismi biennali nei confronti di Ambrosini, Balotelli ed altri).

Pare che la nostra difesa centrale sarà ancora guidata da Fabio Cannavaro, reduce da una stagione disastrosa col suo club e in procinto di trasferirsi nel campionato degli Emirati Arabi. La coppia difensiva più adatta, invece, sarebbe quella con Bonucci o Chiellini, ma probabilmente giocheranno entrambi solo se il secondo sarà schierato terzino (e sulle fasce non abbiamo nulla di più di Zambrotta, Maggio, Criscito). Se il centrocampo sembra essere ormai a posto, dopo i tentativi iniziali con Marchisio avanzato o Di Natale arretrato e cose del genere, in attacco la confusione regna sovrana: l’unico punto fermo è Gila, ma oggi pomeriggio in un’amichevole Lippi non ha nemmeno presentato il capocannoniere della serie A, nelle amichevoli spacciato per ala. Ad ogni modo, se Di Natale e Pepe saranno i due attaccanti esterni titolari, avremo un reparto offensivo composto dai titolari di squadre di media-bassa classifica dell’ultimo campionato.

Nel frattempo, s’è giocata la partita inaugurale: il Sudafrica ha strappato un punto a un Messico moscio e con una difesa sorprendentemente disattenta, forse non abituata a giocare in una squadra così offensiva. Blanco, il talento centroamericano, pare grassoccio, lento e cotto. Marquez segna il gol del pareggio contro i padroni di casa, i quali, se arriveranno agli ottavi, sarà per loro un miracolo: giocano in casa, ma scarsi sono e scarsi rimangono.

A proposito di Marquez: l’ho comprato al fantamondiale ma non l’ho schierato. Si parte bene. Ecco la mia squadra, con 250 milioni di euro mi sembra uscita bene:

– Butt, Neuer, Wiese
– Agger, Bonucci, Maggio, Marquez, Papastathopoulos, Piqué, Skrtel, Van Der Wiel
– Afellay, Behrami, Cahill, Dos Santos, Feilhaber, Hamsik, Kakà, Pienaar
– Cavani, Dedic, Luis Fabiano, Nomvethe, Robinho, Rooney

Se fossi il ct

Mario Balotelli con la nazionale under 21 Oggi sono state comunicate le trenta preconvocazioni per i mondiali. Oddio che schifo, e non commento oltre. Inspiegabili le convocazioni di Gattuso, Marchetti, Camoranesi, Grosso, se non per mancanza di alternative valide visto l’ostruzionismo di Marcello Lippi nei confronti di numerosi giocatori (chi perché è troppo giovane, chi per motivi personali, chi perché non fa parte del “gruppo” eccetera). Se fossi stato io il commissario tecnico della nazionale azzurra, avrei portati i 23 seguenti giocatori:

Portieri: Abbiati, Buffon, Sorrentino

Difensori: Bonucci, Cassani, Chiellini, Criscito, Gamberini, Maggio, Zambrotta

Centrocampisti: Ambrosini, Aquilani, De Rossi, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pirlo

Attaccanti: Balotelli, Borriello, Di Natale, Iaquinta, Pazzini, Rossi

Avrei avuto dei dubbi su Miccoli (grande campionato da dicembre in poi), Thiago Motta, (in grande forma da un mese, ottimo per i mondiali; vabbè che è oriundo, ma è azzurrabile e effettivamente la nostra nazionale fa schifo, quindi…), Lazzari e Gilardino, che qualche gol lo va piazzando. E peccato per gli infortuni di Santon e Ranocchia.
E adesso guardate quanti tag metto qui sotto…