Er populismo de Bberlusconi

51IMG2144-63Questi sono tempi in cui si parla poco di politica, e si discute spesso del conflitto tra il premier e la magistratura – non dico chi ha torto o ha ragione, scegliete voi – mentre non c’è ormai nessun programma politico che va avanti, anche perché i numeri in parlamento, senza tutti i membri del governo presenti, rischiano di ballare. E’ un Prodi-bis in salsa azzurra, con l’aggiunta della battaglia delle/nelle/contro le procure e la centralità del duello pro/anti-Cav. che affligge l’Italia da quasi due decenni. Non siamo un popolo, siamo due branchi in lotta. Vabbè. Amen.

Detto questo, poiché mi piacerebbe sentir parlare di politica, poiché tendenzialmente mi definisco moderato e liberale, e poiché c’è un partito in Italia che – a suo dire – ha l’ambizione di costruire la destra dopo Berlusconi, faccio qui un riassunto, anzi un elenco con giudizio semplice a lato, come pro memoria per me – e per tutti – delle proposte politiche di questo partito. Sarò molto poco analitico, che è tardi e ho passato il Venerdì Santo sui libri e al computer e vorrei riuscire a vedere un film prima di andare a dormire.

Abbiamo allora visto, finora:

critica ai tagli lineari di Tremonti (Baldassarri, il partito in generale)Bene, ma manca la proposta elaborata di politica economica;
aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 12,5% al 24-25% (Fini)Farebbe fuggire i capitali, intaccherebbe il risparmio, e inoltre le tasse sono in generale già abbastanza alte così come sono, vogliamo pure aumentarne alcune? Molto, molto male;
mancata comprensione delle esigenze di aumento della produttività e dei vincoli imposti dalla concorrenza in campo industriale e nel mercato in generale (Fini)Malissimo;
contrarietà all’abolizione dell’obbligatorietà della azione penale (Fini)Male;
linea aperta ad un nuovo tipo di immunità, parlamentare e/o per le alte cariche, ma con ambiguità in parlamento e senza capire di quale tipo di immunità si parli (Fini, il partito in generale)Vorrei capire, diciamo;
favorevole al decreto Ronchi, cioè alla nuova disciplina di gestione della fornitura dei servizi pubblici, in particolare idrici (Ronchi è di Fli, ma vedi Bocchino sul referendum) – Bene, fermo restando il fatto che il decreto Ronchi è molto migliorabile;
nuovo contratto unico nazionale, cioè pdl Raisi-Della Vedova, fuori dall’art. 18, con abolizione dei contratti atipici e maggiori tutele formative ed economiche per i licenziati (a disincentivo del licenziamento non più tutelato dallo Statuto dei lavoratori) – Bene, molto bene, tutto è perfettibile ma il governo anche una cosa così se la sogna, è sempre molto meglio del nulla.

Aggiungo che mi sono rotto l’anima della Perina in tv che mi sembra la De Gregorio, delle conferenze stampa ad accompagnare un delirante e comico Pennacchi, e anche di ste liti se appoggiare chi, come, quando. Sti problemi Casini, ad esempio, non se li è posti, e pare che oggi, politicamente ed elettoralmente, goda di maggiore salute e credibilità di FLI. Un motivo ci sarà, e ci sarà anche del fatto che oggi molti, parlando di FLI, passano dal sarcastico perculamento ai tentativi di previsione della data di dichiarazione di decesso.

Muoia Sansone con tutti i filistei

berlusconi mani Per le prossime elezioni mi auguro una sonora scoppola del PdL;  non so a chi debbano andare i suoi voti, se nel Pd, nell’Idv, nell’Udc, nei partiti minori oppure nell’astensionismo, ma che il Pdl esca fuori con sole 4 o 5 regioni su 13 dalle prossime elezioni mi farebbe piacere.

La sconfitta potrebbe accelerare il redde rationem nel partito, portandone alla luce i contrasti interni: Berlusconi potrebbe tendere quindi ad accentrare e programmare tutto ed emergerebbe definitivamente il carattere sovietico del partito, con i vari capetti posti qua e là a supervisione di tutto.

L’altra strada potrebbe essere quella della definitiva partenza del progetto di un partito che cammina da solo, in cui le minoranze si organizzano, in cui, a fronte di risultati scadenti si chiedono ed ottengono cambi, in cui la maggioranza interna fa politica e non gestione dell’ordinario perché tanto la sinistra fa schifo e quindi non c’è problema.

Seguivo su Mentana Condicio l’intervista a Italo Bocchino: spiegava che Fare Futuro finora si è occupata dell’elaborazione politica “esterna” (un po’ sempliciotta e banale, per la verità), mentre la neonata Generazione Italia si occuperà della battaglia politica interna al PdL, in primo luogo volta al pieno e sostanziale funzionamento di tutti gli organi statutari. Mi sembra una buona idea.

Può anche darsi che io non ci abbia capito niente; ad ogni modo, la sinistra per anni accusava di qualsiasi nefandezza Berlusconi, ovviamente sbagliando e prendendo abbagli colossali, ed oggi la destra cade nell’errore uguale e contrario: va tutto bene, e gli altri farebbero peggio. Forse una scossa (associata alla crisi economica che non passa più), al posto di una lenta quanto improbabile maturazione politica, potrebbero far cambiare faccia (e facce) al PdL.